RADICE DI 2


il Giornale


 

Straordinario successo per lo spettacolo “Radice di 2”
al Teatro della Cometa di Roma

Testo di: Adriano Bennicelli.

Regia: Enrico Maria Lamanna.

Cast: Edy Angelillo, Michele La Ginestra.

Ha debuttato con straordinario successo la commedia Radice di due con Edy Angelillo e Michela La Ginestra al teatro della Cometa di Roma. Lo spettacolo è stato intenso, particolarmente avvincente e pieno di emozioni, un testo pieno di ritmo e di brio. I dialoghi brillanti e le battute ironiche hanno creato momenti di pura allegria strappando sorrisi ed applausi a tutti gli spettatori. Ma la bellezza dello spettacolo è stata quella di saper condensare gli spazi allegri con momenti di riflessione, di amare conclusioni, di situazioni drammatiche, senza creare nessun tipo di conflitto all’interno del testo ma rendendo tutto gradevole e affascinante. La vicenda ruota intorno a due personaggi, Geraldina e Tommaso, ormai maturi, lontani dalla giovinezza ma non dai ricordi e da quelle sensazioni che da sempre hanno accompagnato la loro vita di coppia.  Tommaso ha raggiunto l’età della pensione e traccia un bilancio del suo passato, attraverso memorabili flashbak prende vita la storia d’amore tra Gerri e Tom, il loro primo incontro, il primo bacio, la naturalezza dei gesti; poi l’adolescenza, la crescita e la voglia di vivere ed amare. Infine la beata giovinezza, l’impulsività, i tanti sogni e le variegate speranze. Le loro vite sono state distinte e contrapposte, divise da caratteri differenti, ma unite da un solido amore. Il continuo rincorrersi si risolverà nell’unione perenne della coppia. Il finale amaro porta a delle tragiche considerazioni sulla vita e sull’ imprescindibile stadio della vecchiaia. Tutto il racconto è arricchito da una sequenza di numeri e di operazioni matematiche che Tommaso elenca con ironia, ma che ha sempre odiato e rifiutato, costretto suo malgrado a dover studiare da bambino, ma ritenendo inutile il suo utilizzo. Strepitosa l’interpretazione di Michele La Ginestra e Edy Angelillo, che hanno saputo costruire con struggente passione la storia d’amore; sicuramente la bellezza dello spettacolo è stata incrementata anche dalla poliedricità e dalle innumerevoli doti artisti dei due attori. Preziosa ed emblematica la regia di Enrico Maria Lamanna.

Dal 19 Febbraio 2008 al 16 Marzo 2008 – Teatro della Cometa, via del Teatro di Marcello 4 – Roma – www.cometa.org.

Per informazioni e prenotazioni: Ufficio stampa – Mara Fux – 339 2130580

22 / 02 / 2008

Federico Pontiero

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federicop04@yahoo.it


martedì 19 febbraio 2008 – di GRAZIELLA MOSCHELLA

Cinque minuti di applausi al Teatro Della Cometa per l’anteprima di “RADICE DI DUE”, testo di Adriano Bennicelli vincitore della seconda edizione del Premio Diego Fabbri interpretato da Edy Angelillo e Michele La Ginestra, con la regia di Enrico Maria Lamanna.

Una tenera e dolce-amara storia d’amore che nasce tra due bambini compagni di giochi, che iniziano a conoscersi e riconoscersi come anime affini. Due anime pure che vivono la vita in modo “parallelo”, con famiglie diverse e mondi diversi.

C’è Tommaso-Tommy, un bambino innocente, legato alla sua semplice e perfetta normalità: la scuola, l’amico d’infanzia, i compiti, ed un’ossessione quasi maniacale per la matematica (ritenuta punizione divina con tutti questi “problemi di lattai e pastori” ). E poi c’è Geraldina – Gerry: strana, con una famiglia di pseudo-artistoidi deliranti, un po’ maniaco-depressiva, un pò “Alice nel paese delle meraviglie”, di una fragilità quasi disarmante.

Ed è subito amore. Tommy (interpretato con efficacia dal bravissimo Michele La Ginestra), rincorre e soccorre Gerry (una magnetica Edy Angelillo) dalla sua voglia di fuga dalla realtà. Ma il destino è bizzarro e porterà i due a separarsi spesso, ed a rincontrarsi sempre, ricominciando ogni volta la loro storia dal punto in cui l’avevano lasciata.

Così trascorrerà la vita di Tommy, voce narrante del testo di Bennicelli, un uomo che arrivato alla pensione, ripercorre la sua stra-ordinaria storia d’amore dall’infanzia al momento della maturità affettiva di entrambi i protagonisti, che li porterà finalmente a vivere con serenità e consapevolezza questo loro “inevitabile” amore così perfetto.

La regia di Enrico Maria La Manna dà energia e velocità al lavoro, rendendo appieno il crescere del rapporto tra i due innamorati e l’evoluzione del gioco tra le parti, dai primi momenti d’infanzia alla tenera e velata malinconia della malattia di Gerry, che la porterà solo alla fine “terrena” del viaggio di queste due anime parallele.

Dal 19 febbraio al 16 marzo 2008

TEATRO DELLA COMETA

“RADICE DI DUE”

Edy Angelillo e Michele La Ginestra

testo di Adriano Bennicelli

Regia di Enrico Maria Lamanna


“RADICE DI 2”, LE STAGIONI DELLA VITA NELLA COMMEDIA DI ADRIANO BENNICELLI

Una storia fra realtà e finzione

La prima nazionale dello spettacolo “Radice di 2” di Adriano Bennicelli, vincitore della seconda edizione del Premio Diego Fabbri, è andata in scena lo scorso martedì al Teatro della Cometa di Roma. Edy Angelillo e Michele La Ginestra sono i protagonisti di una tenera storia tra realtà e finzione. Una commedia giocata sul filo dell’ironia che prende spunto da una vicenda esistenziale in cui i personaggi si rincorrono attraverso un gioco sottile che si dipana lungo l’arco di un’esistenza mettendo a confronto le diverse stagioni della vita.

Il loro rapporto nasce in età scolare e si protrae nel tempo divenendo una passione d’amore intensa, una love story che si confronta con se stessa e con gli altri. Pieni di ubbie dalle radici lontane, Geraldina e Tommaso – questi i nomi dei protagonisti – si avviluppano in un “ambiguo racconto” che mette lo spettatore di fronte ad un bivio: seguire il loro viatico “surreale” o abdicare al cospetto di battute che prendono spunto dal quotidiano per approdare ad una sorta di “delirio a due” che si snoda tra dialoghi dai risvolti sincopati. Ma la “sincope” è figlia di una ilarità avulsa dalla banalità che si presta ad una duplice lettura. “Radice di 2” è un “dietro le quinte” che scova il vissuto di un uomo e una donna profondamente diversi ma paradossalmente uguali. Il minimo comune denominatore di Geraldina e Tommaso è la “paura”, inconsapevolezza inconscia di chi guarda il futuro ripensando al passato. Personaggi fragili che, al di là e a dispetto della loro natura, riescono a costruire una splendida storia d’amore capace di sublimare il sesso. “Rubato” come quello di due amanti. A dar vita a questi personaggi semplici e complicati insieme, vi sono due attori che recitano rifuggendo dagli stilemi declamatori. Diretti ottimamente da Enrico Maria Lamanna (regista “iperrealista”), Edy Angelillo e Michele La Ginestra si muovono sul palcoscenico come fossero a casa. Gli spettatori se ne accorgono e tributano loro applausi a scena aperta, reazione spontanea ad una pièce esilarante capace di non smarrire il bandolo della matassa per evitare situazioni caotiche. A dare manforte e ordine all’azione scenica c’è una regia puntuale che movimenta lo spazio senza indulgenze. La scenografia minimalista aiuta non poco questo progetto teatrale realizzato con cura e minuzia. A partire dai due protagonisti; danno vita a comiche con una cifra stilistica diversa da quella delle performances televisive. Michele La Ginestra appartiene alla tipologia di comedien che si esibisce con discrezione, una discrezione “vanesia” (e non paia contraddittorio) assai più “enfatica” di quella di certi mattatori d’accatto. “L”antagonista-principe” dello show è la matematica perché il “laicismo” di Tommaso mal si concilia con il dogma dei numeri, una “tirannia” che inibisce la fantasia. Edy Angelillo si cala nei panni di Geraldina con semplicità civettuola, perché “virtù e vizi” sono probabilmente due facce della stessa medaglia. Forse siamo rimasti “inebriati” da una “sostanza psicotropa” che ci ha “obnubilato” la mente. Colpa di “Radice di 2”.


Una storia d’amore, dai banchi di scuola al tumulto della vita e al tramonto

Adriano Bennicelli e Michele La Ginestra sono amici, si conoscono da anni, compagni di gioventù. Il primo ha la passione per il teatro, e scrive. Il secondo, che fa soprattutto l’attore, talvolta fa il regista e l’autore (una volta almeno, con Bennicelli, e questi almeno una volta ha recitato con La Ginestra). 
Bennicelli e La Ginestra si sono incontrati sul lavoro più volte: il primo ha scritto “La favola continua”, “Last Minute”, “Discount”, “Bambini”, “Uno e basta”, e il secondo li ha interpretati. Ad ascoltarli bene, parlano lo stesso linguaggio, toccano gli stessi temi – la gioventù, la crescita, i problemi, le curiosità: la vita, insomma -, a volte con un pizzico di nostalgia, a volte con un po’ di disincanto e di ironia. Fanno sempre sorridere. Fanno anche ridere, ma non a vuoto.

Eccoli dunque ancora una volta “insieme”, Bennicelli autore di “Radici di due”, La Ginestra interprete. La commedia, che ha vinto la seconda edizione del Premio Diego Fabbri, racconta le vicende di vita di Geraldina e Tommaso. Un’amicizia, la loro, nata nel periodo in cui andavano alle elementari, nel giardinetto comune “dietro casa”; proseguita sui banchi del liceo tra tenerezze e sorrisi birichini, divenuta qualcosa di più con il passare del tempo: una storia d’amore, tra alti e bassi, passi perduti e ritrovati, tra confronti e scontri, addii che il destino ha voluto che fossero soltanto arrivederci. 
Passi su strade parallele, su strade che si incrociano, su strade che si dividono. Geraldina e Tommaso, sono profondamente diversi ma sono profondamente uguali perché non riescono a dimenticare la semplicità dei giochi infantili, la tenerezza degli sguardi adolescenziali, la bellezza della scoperta della sensualità, il desiderio di una vita da condividere. Fino alla vecchiaia e alla solitudine di uno di loro…
Con Michele La Ginestra recita, con grande spontaneità e con altrettanta sensibilità, Edy Angelillo: crescono, maturano, invecchiano ma nelle loro parole, nei loro gesti, nel fondo dei loro cuori, c’è sempre il gioco dell’amore. E l’abile regìa di Enrico Maria Lamanna rende pieno di ritmo il gioco alterno dei sentimenti dei due protagonisti.
Tonino Scaroni

Si replica fino al 16 marzo al Teatro della Cometa (via del Teatro Marcello 4 – Tel. 06/ 6784380 – 6784890).


Radice di 2

(27-02-2008) – Il titolo non deve trarre in inganno: al Teatro della Cometa l’amore incontra la matematica in un turbine di emozioni

Dopo aver vinto il Premio Diego Fabbri    2006, Radice di 2 sarà di scena (fino al 16 marzo) al Teatro della Cometa di Roma. Enrico Maria Lamanna firma la regia di questo originale testo (d’amore) scritto da Adriano Bennicelli. Protagonisti: un esilarante, profondo Michele La Ginestra ed un’impeccabile Edy Angelillo.

Tom e Gerri, non casuale l’allusione ai famosi cartoons, si conoscono fin da piccoli. Lui, bambino in difficoltà con la matematica, è alla ricerca del senso di questa, all’apparenza, inutile materia. Lei , bambina iperattiva, affronta in maniera disinibita la vita e…la morte.  Come in un gioco tra gatto e topo, ha inizio un viaggio fatto di flash back che ripercorre le tappe della loro storia d’amore. Dall’infanzia, passando per l’età adulta, si giunge alla vecchiaia in un continuo fondersi di passione e problemi di coppia. La matematica è il filo conduttore nonchè ipotetica maestra di vita.

Mantenendo un tono ironico, che non cade mai nel drammatico, Radice di 2 indaga sull’amore e sulla vita. Quando rette, parabole e cerchi sono la miglior similitudine del nostro vivere e morire.


Al teatro Cometa di Roma

Dal 19/02/2008 al 16/03/2008

In matematica la radice di due genera un numero irrazionale ma, come spesso accade nella vita, non sono le formule a spiegare le incongruenze, le fatalità, le attrazioni e le repulsioni fra gli individui.

Trama:
Una storia d’amore e matematica; protagonisti Tom e Gerri, inseparabili fin da bambini, le loro considerazioni sulla vita e sulla morte, il rifiuto della matematica. La loro storia viene ripercorsa fin dall’infanzia, attraverso una serie di incontri e perdite, di illusioni e delusioni, di abbandoni e ritrovamenti.

Recensione
In prima nazionale al Teatro Della Cometa di Roma, debutta la tenera ed alterna vicenda di vita di Geraldina e Tommaso, delineata dalla realistica mano di Enrico Maria La Manna, che mette in scena il testo di Adriano Bennicelli, vincitore della II edizione del Premio di scrittura teatrale Diego Fabbri.

Scandita da un metronomo in sottofondo, la vita di Gerri e Tom, alla ricerca di un incastro non solo metafisico, si scontra con i paradossi della matematica. Nel V secolo a.C. Euclide scopre che la radice di due è un numero irrazionale tramite una dimostrazione per assurdo, ovvero secondo il noto procedimento matematico che prova a prender per vero il contrario e lo nega. Ma se in matematica la radice di due genera un numero irrazionale, spesso accade nella vita che le formule non spieghino le incongruenze, le fatalità, le attrazioni e le repulsioni fra gli individui. 

Le anime dei protagonisti, brillantemente interpretati da Edy Angelillo, nei panni del prototipo già visto di una maniaco-depressiva, e Michele La Ginestra, nel ruolo di un ingenuo semplicione che conquista il pubblico con una risata genuina, sembrano seguire le stesse paradossali logiche del procedimento euclideo. Si avvicinano e si allontanano, attraversano la vita come due rette che a volte si intersecano, altre viaggiano parallele, altre si arrotolano in calcoli complessi di cui non si vede la fine. Lo scopo ultimo, il senso, vengono a mancare. A cosa serve la matematica? A far quadrare il mondo? A dare regole uguali per tutti che tutto spieghino? A semplificare, ad inaridire, ad elevare?
Persino i colpi bassi della vita, che nel finale sembrano schiacciare i nostri teneri affezionati, vengono affrontati con incantata leggerezza. E come quando da bambini era possibile inventare un’altra vita, se quella che avevi non ti piaceva, così i due si crogiolano nell’amara spensieratezza di un prima e di un poi ancora da scoprire perché, come le rette che formano un grafico su un foglio a quadretti, prima di entrare nel quaderno erano altro e oltre quel quaderno non si può sapere dove andranno a finire. 

Il testo, molto ben congegnato, offre lievi ma efficaci spunti di riflessione, senza appesantire e senza incombere sui fruitori, che, nel gioco frizzante e ritmato fra i protagonisti, riscoprono le semplici verità nascoste nella tenerezza di un ricordo comune, nelle difficoltà ad accettare la propria realtà, nei sorrisi ingenui, nell’animo tormentato di chi ricerca disperatamente di rendersi speciale ed unica, ed ama un uomo che è capace di una semplicità tanto disarmante quanto infinitamente desiderabile.

La tenerezza è indubbiamente la nota dominante dell’opera. Anche la regia mantiene i rapporti fra i personaggi sul registro dell’affezione reciproca. Manca la passione smodata, i fragori dell’emozione sono altrove, ma si cammina verso un dove che non è importante, secondo logiche che, come quelle matematiche, non hanno bisogno di troppe spiegazioni perché le dimostrazioni, persino quelle “per assurdo”, bastano.

La scenografia estremamente scarna indebolisce la messa in scena, come il sottofondo musicale che a tratti stona ed in altri momenti è superfluo. Forse l’intento era quello di non delineare in modo troppo netto i contorni di questo spettacolo che ha il pregio di regalare pennellate di autentica realtà con una dolcezza lieve di fondo che vuole scaldare il cuore senza scuoterlo troppo.

(Valentina Carrabino)

Curiosità: L’opera ha vinto il premio Diego Fabbri 2006.

Dati Tecnici
Durata: 95 minuti
Genere: Comico
Regia: Enrico Maria Lamanna
compagnia: Politeama e Associazione Culturale MLG


Mondoteatro.it    
Aggiornamento ogni lunedì – Ultimo: 25/2/08
“RADICE DI DUE” di Adriano Bennicelli

Uno spettacolo brillante con risvolti amari

Teatro della Cometa di Roma – dal 19.02.2008 al 16.03.2008

Regia: Enrico Maria Lamanna

Cast: Edy Angelillo, Michele La Ginestra.

Ha debuttato con straordinario successo la commedia Radice di due con Edy Angelillo e Michela La Ginestra al teatro della Cometa di Roma. Lo spettacolo è stato intenso, particolarmente avvincente e pieno di emozioni, un testo pieno di ritmo e di brio. I dialoghi brillanti e le battute ironiche hanno creato momenti di pura allegria strappando sorrisi ed applausi a tutti gli spettatori. Ma la bellezza dello spettacolo è stata quella di saper condensare gli spazi allegri con momenti di riflessione, di amare conclusioni, di situazioni drammatiche, senza creare nessun tipo di conflitto all’interno del testo ma rendendo tutto gradevole e affascinante.

La vicenda ruota intorno a due personaggi, Geraldina e Tommaso, ormai maturi, lontani dalla giovinezza ma non dai ricordi e da quelle sensazioni che da sempre hanno accompagnato la loro vita di coppia. Tommaso ha raggiunto l’età della pensione e traccia un bilancio del suo passato, attraverso memorabili flashbak prende vita la storia d’amore tra Gerry e Tom, il loro primo incontro, il primo bacio, la naturalezza dei gesti; poi l’adolescenza, la crescita e la voglia di vivere ed amare. Infine la beata giovinezza, l’impulsività, i tanti sogni e le variegate speranze. Le loro vite sono state distinte e contrapposte, divise da caratteri differenti, ma unite da un solido amore. Il continuo rincorrersi si risolverà nell’unione perenne della coppia.

Il finale amaro porta a delle tragiche considerazioni sulla vita e sull’ imprescindibile stadio della vecchiaia.

Tutto il racconto è arricchito da una sequenza di numeri e di operazioni matematiche che Tommaso elenca con ironia, ma che ha sempre odiato e rifiutato, costretto suo malgrado a dover studiare da bambino, ma ritenendo inutile il suo utilizzo.

Strepitosa l’interpretazione di Michele La Ginestra e Edy Angelillo, che hanno saputo costruire con struggente passione la storia d’amore; sicuramente la bellezza dello spettacolo è stata incrementata anche dalla poliedricità e dalle innumerevoli doti artisti dei due attori. Preziosa ed emblematica la regia di Enrico Maria Lamanna.

Federico Pontiero

TEATRO DELLA COMETA

Edy Angelillo e Michele La Ginestra in scena fino al 16 marzo


L’eterno amore di Tom e Gerry

Edy Angelillo e Michele La Ginestra

Radice di 2, al Teatro della Cometa fino al 16 marzo, è la storia d’amore, dolce e amara lunga tutta una vita, tra Tommaso (interpretato da un eccezionale Michele La Ginestra) e Geraldina (una straordinaria Edy Angelillo) che si vezzeggiano chiamandosi Tom e Gerry e si stuzzicano proprio come il gatto ed il topo.

Due persone diverse,macomplementari. Lui con la sua disarmante normalità: la scuola, l’amico del cuore, i compiti e le passioni di bambino; lei fragile e sognatrice con alle spalle una famiglia “sui generis” di pseudo-artisti. Tra i due, compagni di giochi, scocca immediatamente la scintilla.

Tommaso cerca disperatamente, anche attraverso l’ironia, di riportare Geraldina con i piedi per terra, di far confrontare con la realtà la sua “Alice nel paese delle meraviglie”.

La loro vita è tutta un rincorrersi, un continuo perdersi e ritrovarsi per ricominciare l’avventura del loro amore ogni volta daccapo come se il tempo non fosse mai trascorso. Tom risulta comico nelle sue fissazioni: l’odio incontrastato per la matematica ed il costante bisogno di normalità che va a cozzare con l’atteggia – mento di Gerry perennemente in fuga dalla realtà, sognatrice e alternativa.

I loro caratteri e le loro abitudini sembrano due rette parallele destinate a non incontrarsi mai, ma quando entrambi raggiungono la maturità, vivono con consapevolezza un amore che diviene quasi perfetto.

L’intera vicenda è rappresentata magistralmente da continui flashback che collegano con ritmi agili passato e presente. Attraverso il racconto della storia d’amore fra Tom e Gerry vengono toccati anche alcuni “nervi scoperti” di ogni essere umano: i sogni, le insoddisfazioni, il confronto tra aspettative della gioventù e delusioni della maturità, la paura dell’invecchiamento, delle malattie e perfino della morte.Tommaso è anche la voce narrante della storia che ripercorre tutta la sua vita partendo dalla vecchiaia e procedendo a ritroso fino alla fanciullezza ed all’incontro fatale con quella che diventerà sua moglie.

Si alternano vivaci e divertenti schermaglie amorose e caratteriali a momenti di velata malinconia e di riflessione in una riuscita miscela di risate e tenerezza.

Il testo, di Adriano Bennicelli, vincitore della seconda edizione del Premio Fabbri per la scrittura teatrale, è affidato alla regia di Enrico Maria Lamanna che, con abilissima mano, rende i ritmi serrati in un continuo alternarsi di situazioni divertenti e delicate.

Cristina Archilletti

Teatro della Cometa, via del

Teatro Marcello, tel.06/6784380